Non sembra vero nemmeno a me di aver ripreso in mano la Nikon per immortalare un momento. Era da più di un anno che non pubblicavo nulla sul blog. In realtà è una cosa strana, ed è la stessa che mi capita con la macchina fotografica: sai che è lì. Ci pensi spesso, in varie occasioni. Ti capita di guardare dei luoghi, o di trovarti in momenti in cui immagini mentalmente di scattare una fotografia. Sai che quando vuoi puoi andare a prenderla e utilizzarla. Ma non lo fai.
A chi in questi mesi mi diceva "aggiorna il blog!" non faticavo a rispondere che ero nel bel mezzo di un blocco. In più di un'occasione ho portato la Nikon con me, senza poi utilizzarla. In altre circostanze addirittura mi accorgevo una volta partita di non averla caricata.
Certo, il periodo non ha aiutato. Mesi molto intensi, tante cose da fare, da gestire, da affrontare. E pochissimo tempo libero a disposizione. Ma non mi sono mai dimenticata, dovevo solo aspettare il momento giusto.
Il solo fatto di essermi trovata a gustarmi un panorama così, nel silenzio della mia camera, mentre tutto il mondo dormiva e di essermi precipitata a rispolverare la Nikon mi rincuora. Da lì il passo è stato breve...Il panorama cambiava velocemente ed io non avrei fatto in tempo a montare il treppiede. E' questione di attimi, il rischio è quello di perdere le coincidenze. E' questione anche di culo però, accesa la Nikon ho potuto verificare che l'autonomia era sufficiente per il tempo necessario. 200mm pronto, cambio di ottica al volo, diaframma completamente aperto a iso 800, tempo troppo lento per scattare a mano nuda, posizione del corpo ben salda alla parete, mano e macchina appoggiate alla finestra del tetto, in mansarda...Quasimodo avrebbe detto "Ed è subito sera", io vi rimando al titolo del post. Ecco l'alba di un nuovo giorno.

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